Hades Charapter Elisio
LA MORTE E IL SONNO
Narra la leggenda che al di là del fiume Lete, lontano dalla sorgente
dell'Acheronte, si trova un paradiso con prati fioriti dove possono accedere
solo gli Dei ed alcuni uomini da loro scelti. Questa terra, libera da qualsiasi
dolore terreno, è l'Elisio. Al tempio di Thanatos, il Dio, signore della morte,
sta suonando la cetra circondato dalle ninfe, quando entrano due di loro e,
terrorizzate, riferiscono di aver visto poco lontano un uomo, sporco di sangue e
di sudore. Ed infatti Pegasus, le cui ali sono scomparse di nuovo, è riuscito a
raggiungere l'Elisio, ma, stanco per le ferite e la fatica, cade fra i fiori che
ricoprono il suolo di quel luogo meraviglioso. Quando poi chiede ad una ninfa lì
vicino dove sia Atena, questa fugge via. In quel momento giunge Thanatos, il
quale gli spiega che, in quel luogo dove possono accedere solo i puri di cuore,
lui, con i vestiti strappati e macchiati di sangue, fa solo paura. Pegasus
osserva il nuovo venuto, che ha gli occhi ed i capelli color argento. Il Dio si
presenta, è seguace di Ades sin dall'epoca dei miti, e quando il cavaliere
chiede notizie di Atena, gli risponde che è morta e che in quello stesso momento
suo fratello Hypnos, signore del sonno, ne sta offrendo il corpo al loro
signore. Pegasus avanza verso di lui, ma il Dio lo atterra con un solo gesto.
Thanatos si prepara ad uccidere Pegasus, ma è fermato dal fratello Hypnos,
identico a lui in tutto ma con occhi e capelli del colore dell'oro. Il nuovo
venuto afferma che non si può sporcare di sangue impuro quella sacra terra, ed
accusa il fratello di uccidere troppo facilmente, come ha fatto con Pandora.
Thanatos però risponde che Pandora, salvando Phoenix, aveva tradito Ades, ed
ignora le parole del fratello che gli ricorda come la donna fosse sempre stata
fedele al loro signore. Mentre Pegasus ascolta ogni cosa, Thanatos chiede al
fratello conferma dell'uccisione di Atena, ma Hypnos, confermato di averla
catturata, dichiara di non averla uccisa, perché questa decisione spetta solo ad
Ades. A queste parole Pegasus si rialza e chiede ad Hypnos dove sia Isabel, ma
il Dio si limita a sollevare il dito per indicare un tempio in lontananza. E'
lì, dove riposa anche il vero corpo di Ades, che Atena si trova, addormentata in
un sonno profondo procuratole da Hypnos e rinchiusa nella giara sacra
dell'Elisio. Quella giara è di colore bianco, ma ha la proprietà di assorbire il
sangue di chi vi è imprigionato fino a diventare completamente rossa, quando ciò
accadrà, Atena sarà morta. Salvarla o lasciarla morire dipende solo da Ades.
Pegasus, saputo ciò che voleva, corre verso il tempio, ma Thanatos è deciso ad
ucciderlo, non importa se macchierà il suolo sacro. Voltatosi, Hypnos gli dice
comunque di non sbagliare, perché il tempio non deve essere assolutamente
sporcato. Ridendo per essere sottovalutato in questo modo, Thanatos lancia una
sfera di energia verso Pegasus, che però la evita grazie alle sue nuove ali,
rispuntate provvidenzialmente dall'armatura. L'eroe lancia al nemico il suo
Fulmine di Pegasus, ma Thanatos lo ferma con la mano, restando comunque stupito
dal coraggio del suo nemico. Allontanandosi, Hypnos dichiara "Sul viso di quel
Pegasus ho scorto l'espressione di una volontà disperata, che non teme nulla.
Anche per te batterlo non sarà facile." Furioso, Thanatos lancia un nuovo colpo,
che centra in pieno le ali di Pegasus, frantumandole e facendo precipitare il
cavaliere. Al Grande Tempio, gli altri cavalieri di bronzo, che ormai hanno
capito il piano di Ades, sono preoccupati, ma Tisifone, detto loro di aver
fiducia in Pegasus, chiede a Castalia dove fosse stata sinora. La donna risponde
chiamando Kiki, il quale appare accompagnando una giovane ragazza. "E' colei che
cercava da tanto tempo." dichiara Castalia, e gli altri intuiscono di chi si
tratti. All'Elisio, Pegasus si rialza e, bruciato il suo cosmo, scaglia verso il
nemico la "Meteora di Pegasus", provocando un'esplosione.
IL SUO NOME E' PATRICIA
Ad Atene, i cavalieri hanno capito che la ragazza portata da Castalia altri non
è che Patricia, la sorella scomparsa di Pegasus, ma quando Tisifone corre verso
di lei per parlarle del fratello, l'altra sacerdotessa interviene spiegando che
la ragazza ha perso la memoria. All'Elisio, Pegasus si rende conto che il suo
massimo colpo ha solo strappato la tunica di Thanatos e, privo di energie, si
appoggia al suolo. Thanatos si prepara a colpirlo, ma poi nota delle macchie di
sangue sulle sue dita, il colpo di Pegasus è dunque riuscito a procurargli
quella leggera ferita. Furioso, Thanatos prende a calci il nemico, che non ha la
forza di reagire, ma poi si ferma, convinto che neanche la morte sia sufficiente
per vendicarsi di chi ha osato ferirlo. In Grecia, Castalia racconta che
Patricia viveva in un villaggio lì vicino, ella aveva infatti seguito il
fratellino fino al Grande Tempio, ma si era persa e, cadendo, perse la memoria.
Fu salvata da un vecchio del villaggio, che si prese cura di lei. Del suo
passato, Patricia conosceva solo il proprio nome, grazie agli oggetti che aveva
con se, e passò gli anni ad aiutare il vecchio nel negozio. Castalia, venendo a
sapere che la ragazza era scomparsa lo stesso giorno in cui Pegasus era arrivato
al Grande Tempio, aveva capito che doveva essere nelle vicinanze. Tisifone
ricorda allora che anche Castalia aveva a lungo cercato suo fratello, scomparso
anni prima, e la informa che Pegasus è convinto che sia lei sua sorella. In quel
momento, Patricia si sente male, come se le si stesse spezzando il corpo, e
contemporaneamente nell'Elisio, Thanatos dichiara che prima di uccidere Pegasus,
lo farà soffrire eliminando sua sorella, che è al Grande Tempio. Pegasus non
riesce a credere che Patricia sia ora in Grecia, e così Thanatos usa i suoi
poteri per mostrargli ciò che sta accadendo in questo momento ad Atene. Pegasus
vede allora sua sorella, circondata da Kiki, Castalia e Tisifone e urlando il
suo nome, piange di gioia. La sua felicità è però di breve durata, Patricia si
sente sempre peggio ed inizia a perdere sangue, com'era stato per Pandora,
Thanatos la sta uccidendo a distanza. Sentendo queste parole, Pegasus si lancia
verso il Dio, che però lo respinge con facilità. Al Grande Tempio, nessuno
riesce a capire cos'abbia la ragazza, ma poi Kiki percepisce, solo tra tutti, un
cosmo potente ed oscuro, e subito dopo vede una specie di sfera di fuoco
dirigersi verso Patricia. Il bambino riesce ad intercettare il colpo, facendo da
scudo a Patricia, poi racconta ciò che solo lui, che conosce la telecinesi, può
vedere. Di nuovo un fascio di energia è lanciato contro Patricia, ma Kiki ne
indica la direzione a Castalia, che riesce così a proteggere la sorella del suo
allievo. In quel momento compare la voce di Thanatos, che ordina a tutti loro di
non intromettersi. Il Dio spiega che sta per uccidere Pegasus come punizione per
aver invaso l'Elisio, ma, per farlo soffrire ulteriormente, vuole prima
eliminare sua sorella. Detto ciò, Thanatos lancia un nuovo attacco, stavolta
intercettato da Tisifone. Tutti i cavalieri di bronzo decidono allora di
intervenire e, insieme a Kiki, Castalia e Tisifone, si dispongono attorno a
Patricia per difenderla.
L'UNITA' DEI CAVALIERI DI BRONZO
Tutti loro gridano poi il nome di Pegasus, esortandolo a continuare a combattere
e non preoccuparsi: proteggeranno loro Patricia, a qualsiasi costo. Le loro voci
superano l'aldilà e raggiungono il cavaliere, che piange commosso dalla
generosità degli amici. Thanatos lancia allora un deciso attacco, ma i cavalieri
fanno da scudo a Patricia con i loro corpi. Infastidito dalla loro interferenza,
Thanatos decide di eliminarli e potenzia il colpo. Le armature di bronzo
iniziano a frantumarsi, ma i cavalieri non abbandonano la loro posizione.
Pegasus raccoglie allora le sue ultime forze e, aggrappatosi a Thanatos, usa su
di lui la "Spirale di Pegasus". Il Dio però scompare all'ultimo momento, e così
Pegasus si schianta al suolo subendo il suo stesso colpo. Al Grande Tempio,
tutti i cavalieri, Castalia, Kiki e Tisifone sono svenuti, ma Patricia è ancora
viva. Stanco di quella lotta, Thanatos si appresta a finire Pegasus, ma il suo
braccio è fermato dalla catena di Andromeda. Il cavaliere vuole aiutare l'amico,
ma Thanatos lo lancia in aria tirandolo per la catena, e subito dopo lo attacca
con una scarica di energia. Andromeda tenta di difendersi con la catena, ma
invano. L'arma va infatti in pezzi ed il cavaliere precipita violentemente al
suolo. Prima di ucciderlo, il nemico gli chiede quanti altri cavalieri abbiano
raggiunto l'Elisio, ma, visto che il ragazzo non risponde, si prepara a finirlo.
In quel momento però Thanatos percepisce un nuovo cosmo dietro di lui e salta
giusto in tempo per evitare l'attacco di Sirio. L'eroe scaglia allora il Drago
nascente, ma Thanatos lo aggira e colpisce Dragone alle spalle, atterrandolo. Il
Dio ripete al nuovo venuto la domanda che aveva fatto ad Andromeda, con il
medesimo risultato. Sul punto di uccidere il nemico si rende però conto di
essere congelato, ed infatti appare Cristal, che lo colpisce con la Polvere di
diamanti. Il cavaliere soccorre l'amico, ma Thanatos, liberatosi facilmente dei
ghiacci, travolge entrambi. Il Dio spiega che per fermarlo sarebbe necessario
uno zero assoluto potenziato cento volte, poi si accorge che c'è qualcun altro
dietro di lui, e voltandosi vede Phoenix, che afferma "Sono qui per vendicare le
anime dell'Inferno !". Quando però il ragazzo attacca, il suo pugno è fermato
facilmente da Thanatos che, vista la collana di Pandora annodata al braccio del
cavaliere, lo lancia in aria, distruggendola. Per nulla intimorito, Phoenix si
rialza e scaglia le Ali della Fenice, che però servono solo a strappare la
maschera al nemico. Infuriato per essere stato colpito, seppur leggermente,
Thanatos lancia su Phoenix la "Terrible Providence", ed il cavaliere vede il suo
corpo andare in pezzi. In realtà è solo l'armatura della fenice a disintegrarsi
poiché un tale spargimento di sangue sarebbe irriguardoso nell'Elisio, ma, per
vendicarsi, il Dio vuole comunque prendere la testa di Phoenix. A fermarlo è un
fischio proveniente da molto lontano, dal muro del pianto, e generato dalle
dodici armature d'oro. Thanatos capisce che è come se le armature volessero
soccorrere i cavalieri, ma non possono superare l'altra dimensione perché non
hanno ricevuto il sangue di Atena. Approfittando della sua distrazione, Pegasus,
Sirio, Cristal ed Andromeda si sono rialzati, ma il signore della morte, stanco
di giocare, li colpisce violentemente, frantumando totalmente le loro armature.
Subito dopo però, Thanatos percepisce un cosmo immenso, simile a quello di Ades,
e subito dopo si rende conto che le armature d'oro stanno superando l'altra
dimensione. Poi, sbigottito, Thanatos comprende che "Questo cosmo, grande come
il sire Ades è…Dell'imperatore dei mari ! Nettuno !"
L'AIUTO DELL'IMPERATORE DEL MARE
Grazie al cosmo di Nettuno, le armature stanno raggiungendo l'Elisio, eppure lo
spirito del sovrano dei sette mari è ancora prigioniero dell'urna di Atena.
Thanatos non riesce a capire come ciò sia possibile, ma in quel momento le
armature del Sagittario, della Bilancia, del Leone, della Vergine e
dell'Acquario appaiono sopra i cavalieri, disponendosi sui loro corpi. Pegasus
indossa l'armatura di Sagitter, Sirio quella di Libra, Cristal quella di
Acquarius, e stavolta anche Phoenix ed Andromeda indossano rispettivamente
quelle di Ioria e Virgo "Ora, uniti agli spiriti dei cavalieri d'oro…vestiamo le
loro armature !". In Grecia, a Capo Sounion, Syria si rende conto che Julian
Kevines è cambiato, sembra un'altra persona ed è circondato da un cosmo
potentissimo. Il generale (che nel manga è sopravvissuto ed accompagna per il
mondo Julian a visitare gli orfani del nubifragio che Nettuno aveva provocato)
comprende che lo spirito di Nettuno è di nuovo nel corpo del ragazzo. Il Dio
rivela al suo guerriero di aver appena aiutato i cavalieri di Atena e che quell'eclisse,
che essi stessi stanno vedendo, non è provvisoria ma eterna. Nettuno ha compreso
che tutto ciò è opera dell'ambizione di Ades, che vuole rendere la terra una
landa desolata "Ora, nell'aldilà, Atena ed i suoi cavalieri stanno lottando
disperatamente per impedirlo. Però, purtroppo, ora sono prigioniero di Atena. Ho
potuto soltanto inviare loro le armature d'oro." Subito dopo, lo spirito di
Nettuno abbandona Julian, che non ha nessun ricordo di quegli ultimi momenti.
Prima di accompagnarlo, Syria capisce che, per fermare Ades, Nettuno è risorto,
anche se solo per pochi attimi, e si augura il successo dei cavalieri di Atena.
Nell'Elisio, Thanatos deride Nettuno, che ha aiutato chi un tempo lo sconfisse,
ed i cavalieri sono allibiti nel sapere che è stato lui ad aiutarli. Thanatos
però prosegue affermando che Nettuno ha commesso una leggerezza perché lui, per
quanto subalterno di Ades, è comunque un Dio, e mostra la veridicità delle sue
parole scagliando una sfera di energia, che sbriciola le armature d'oro.
LE DIVINE ARMATURE DELLA LEGGENDA
Le armature d'oro, che nessuno era mai riuscito anche solo a scalfire sin dalle
epoche mitologiche, sono ora in pezzi, per la devastante forza di Thanatos. I
cavalieri a quella visione sono sconvolti, e sentono le residue forze
abbandonarli insieme alle speranze che ancora portavano dentro di se. L'armatura
di Atena cade dalle mani di Pegasus per essere presa da Thanatos, che si
appresta a dare il colpo di grazia ai protetti di Atena. Pegasus si sente ormai
svuotato e sta per lasciarsi andare quando sente la voce di Lady Isabel "Non
avete perso tutto, vi rimane ancora la vita ! […] Non puoi arrenderti, finché
hai vita…si può sempre compiere un miracolo." Lo rincuora la ragazza, e subito
dopo il cavaliere sente le voci di Castalia e di tutti gli altri amici del
Grande Tempio, che gli ricordano quanto la sua amata sorella sia vicina e lo
spingono a continuare a lottare, per poterla rivedere almeno una volta. Pegasus
allora tenta di rialzarsi, e contemporaneamente chiama la sorella con tutte le
sue forze. Il suo grido supera lo spazio e le dimensioni, giungendo fino a
Patricia, che riconosce la voce del fratello e, ritrovata la memoria, lo chiama
a sua volta. "Sento… la voce di mia sorella. La voce di Atena…e dei miei
compagni che mi incoraggiano. Si ! non posso arrendermi ! Finché avrò vita !"
pensa il cavaliere rialzandosi, ed allo stesso tempo brucia il suo cosmo e la
sua stessa vita al massimo, come mai aveva fatto finora. In quel momento, i
resti dell'armatura di bronzo sul suo corpo iniziano a bruciare e Pegasus
scompare dietro il suo cosmo. Al proprio tempio, Hypnos avverte un tremendo
pericolo e, ricordatosi che i cavalieri hanno ricevuto il sangue di Atena,
rammenta un precedente nelle epoche mitologiche "L'armatura che rinasce con il
sangue divino è…La veste divina, che supera in potenza ogni armatura !". Ed
infatti, Pegasus fronteggia ora Thanatos con indosso una nuova corazza, che
sprigiona una forza enorme.
Il Dio non riesce a capire, ma sopraggiunge il fratello, che lo mette al
corrente di tutto. La veste divina è l'armatura delle dodici divinità
dell'Olimpo, capeggiate dal sommo Zeus, ma l'armatura che riceve il sangue di
una divinità le si avvicina moltissimo. Hypnos avvisa il fratello di non
sottovalutare più Pegasus, ma, ignorandolo, Thanatos attacca il nemico, che però
evita il colpo con una facilità sorprendente e colpisce il nemico alla mano,
frantumando il bracciale della sua corazza e facendogli cadere l'armatura di
Atena. Thanatos lancia allora la "Terrible Providence", ma Pegasus, fermato il
colpo con una sola mano, scaglia contro il nemico il "Fulmine di Pegasus" con
una forza inaudita. L'armatura di Thanatos va totalmente in pezzi ed il Dio
crolla al suolo. Pegasus si avvicina al corpo del nemico, che si rialza e tenta
un ultimo attacco, destinato a fallire nel momento in cui il cavaliere salta
verso l'alto dando al nemico il colpo di grazia. Sconvolto per essere stato
ucciso da un semplice essere umano, Thanatos cade esanime, mentre Pegasus,
salutati i compagni, corre verso il tempio di Ades. Hypnos gli si pone davanti,
ma subisce il "Fulmine di Pegasus" che, pur non facendo gli stessi danni come
contro Thanatos, danneggia comunque la sua armatura.
Pegasus continua la sua corsa, ma quando Hypnos tenta di fermarlo, è obbligato a
fermare un pugno di Phoenix. Il cavaliere vuole ostacolare il nemico finché
Pegasus non avrà raggiunto il tempio, ma Hypnos lo atterra facilmente. A salvare
il ragazzo da un colpo mortale è Andromeda, che ferma il signore del sonno con
la catena. Incurante del nuovo avversario, Hypnos tenta di spezzare le catene,
per poi ricordare che già Thanatos le aveva distrutte e che esse si sono ora
rigenerate. "Non dimenticare che anche noi abbiamo ricevuto il sangue divino di
Atena." Dichiara l'eroe bruciando il suo cosmo, e dal nulla si materializza, con
immenso stupore di tutti, l'armatura divina di Andromeda. Al tempio, Pegasus ha
finalmente raggiunto la giara, ormai quasi completamente rossa.
INSIEME NEL TEMPIO DI ADES
Spaventato per la salute della sua Dea, il cavaliere inizia a colpire la giara,
invano. Anche il Fulmine non ha alcun effetto, ed anzi rimbalza contro lo stesso
Pegasus, atterrandolo. Dall'alto una voce deride il cavaliere, ed alzando la
testa il ragazzo vede un enorme obelisco, sulla cima del quale, attorno ad una
statua di Ades, ruota una specie di anima. Lo spirito di Ades avverte Pegasus
che la giara è indistruttibile e tutti i colpi lanciati contro di essa
rimbalzano contro chi li ha scagliati. A qualche centinaio di metri dal tempio,
Andromeda decide di affrontare da solo Hypnos e consiglia al fratello di andare
ad aiutare Pegasus. Mentre Phoenix si allontana, Hypnos tira verso di se le
catene e lancia Andromeda in aria, ma il cavaliere risponde colpendo il nemico
con le "Onde del Tuono" e danneggiando ulteriormente la sua armatura, già
incrinata da Pegasus. Hypnos decide allora di usare il suo potere speciale e far
addormentare Andromeda con la "Eternal Drowsiness". Lentamente, il cavaliere si
sente sprofondare nell'oblio e perde i sensi accasciandosi al suolo. Hypnos
spiega allora che egli ha sempre detestato la morte violenta, a differenza della
quale un sonno eterno non provoca dolore. Tuttavia, visto che il cavaliere ha
ricevuto il sangue divino, potrebbe riuscire a risvegliarsi, e quindi va
eliminato. Quando però Hypnos è in procinto di colpire, Sirio e Cristal gli
ordinano di fermarsi e gli ricordano che anche loro hanno ricevuto il sangue di
Atena. Osservando i due nemici, Hypnos nota che sono scomparsi dietro la luce
dei loro cosmi, dalla quale fuoriescono con indosso l'armatura divina del
Dragone e l'armatura divina del Cigno. Non troppo preoccupato, il Dio gli lancia
contro la "Eternal Drowsiness", ma i due, che ormai conoscono quella tecnica, la
evitano con un balzo, ed attaccano insieme con il Drago nascente e la Polvere di
diamanti, distruggendo l'armatura di Hypnos ed il Dio stesso. Al tempio, Pegasus
è stato atterrato dai suoi stessi colpi, rimbalzati contro la giara, quando in
suo soccorso giunge Phoenix. Le Ali della Fenice, scagliate contro lo spirito di
Ades, non hanno comunque più fortuna del Fulmine di Pegasus, ed il cavaliere è
sbattuto contro la giara, attorno alla quale vi sono molte chiazze del sangue di
Atena. Il cavaliere della fenice si rende conto che non può combattere senza
armatura, e contemporaneamente, senza pensarci, tocca con le mani il sangue
divino, che improvvisamente compie il miracolo vestendo Phoenix dell'armatura
divina della Fenice.
IL RISVEGLIO DI ADES
Phoenix all'inizio è sbigottito dalla sua nuova armatura, poi, ripresosi,
attacca la giara insieme a Pegasus, unendo le Ali della Fenice al Fulmine
dell'amico. Nonostante il loro sforzo congiunto però il risultato non cambia, ed
i due sono sbalzati all'indietro. Rialzandosi, Phoenix nota per la prima volta
l'edificio sotto l'obelisco di Ades, e sia lui che Pegasus capiscono che quello
è il mausoleo dove è conservato il vero corpo del signore dell'aldilà. I due
decidono di eliminarlo una volta per tutte e, ignorando gli ordini dello spirito
di Ades, corrono verso l'edificio e ne sfondano la porta con una grande
esplosione. Poco lontano, anche gli altri cavalieri sentono l'eco del colpo, ed
Hypnos, in fin di vita, capisce cosa è successo e li avverte che, se non si
fermeranno subito, il mondo intero si estinguerà. Frattanto, al tempio, l'anima
di Ades entra nella sua statua, e contemporaneamente Pegasus e Phoenix si
apprestano a distruggere il sarcofago dove è conservato il suo corpo. In quel
momento però, i due sono travolti da una forte esplosione, e davanti a loro
appare Ades, vestito della sua surplice e con in pugno una spada. Nello stesso
momento il cielo dell'Elisio si oscura ed Hypnos, prima di morire, comprende che
Ades è stato risvegliato e dichiara "Con ciò tutto piomberà nel buio…gli…umani
moriranno…."
VERSO UN MONDO PIENO DI LUCE
Lentamente, Ades avanza verso i due nemici atterrandoli con il solo sguardo, poi
il suo potere solleva la giara di Atena in aria, facendola cadere proprio
davanti a lui. Il Dio sfodera allora la spada, e, senza pronunciare neanche una
parola, la solleva per colpire Atena. Phoenix si frappone fra Ades e la giara,
ma la spada colpisce sia il cavaliere, che inizia a sanguinare dalla fronte e
dal collo, sia l'urna, seppur non con una forza tale da uccidere Lady Isabel.
Mentre Phoenix cade al suolo sanguinante, Ades si rivolge a Pegasus affermando
che ha intenzione di uccidere Atena per liberarla dalle sofferenze. Ovviamente
Pegasus non accetta le parole del suo nemico, e blocca con le mani il fendente
di Ades, ma la spada emette una scarica di energia che atterra il cavaliere.
Rialzandosi, Pegasus osserva per la prima volta gli occhi di Ades, di un colore
bellissimo e profondi come il mare, e, sorprendentemente, il Dio dichiara di
provare tristezza per gli esseri umani "Non siete coscienti dei vostri limiti e
volete sempre fare cose più grandi di voi…Insoddisfatti della terra che Dio vi
ha donato, vorreste mettere le mani addirittura sull'universo…e alla fine
pensate di poter persino combattere Dio…Voi umani dovreste aver rispetto per
Dio…ma ora vi siete dimenticati di che cosa è uno spirito devoto. E' veramente
molto triste." Pegasus però controbatte affermando che un Dio come Ades non
merita rispetto e si lancia verso il nemico, che senza alcuna difficoltà lo
colpisce all'addome con la spada, facendolo sanguinare nonostante l'armatura
divina. Il cavaliere si appoggia allora alla giara, deciso a proteggere Atena a
costo della propria vita, ed Ades, stanco di lui, solleva la spada per
ucciderlo. Improvvisamente però tre cosmi, un dragone, un cigno ed una catena,
colpiscono in pieno Ades che, pur difendendosi con la spada, resta immobile.
Voltandosi, Pegasus vede Dragone, Cristal ed Andromeda, vestiti delle armature
divine, correre verso di lui. I nuovi venuti soccorrono i due amici, poi,
finalmente uniti, i cavalieri decidono di combattere insieme Ades, e, incrociati
i pugni come fecero alla terza casa del Grande Tempio, dichiarano "E' giunto il
momento… di sconfiggere Ades, unendo le nostre vite ed i nostri cosmi !", poi
bruciano al massimo le loro aure:
"Brucia !"
"Per la giustizia sulla terra !"
"Ancora !"
"Per le persone che amiamo !"
"Uniamo i nostri cosmi !"
"E sconfiggiamo Ades ! "
L'attacco congiunto di tutti i cinque cavalieri colpisce in pieno Ades, incapace
di difendersi. Furioso contro degli uomini che tentano di battere una divinità,
il Dio scaglia una scarica d'energia terribile, che travolge i cavalieri e
danneggia persino le armature divine. Mentre i cinque guerrieri cadono al suolo,
Ades si rende conto che "questi ignobili esseri umani mi hanno ferito !", ed
infatti inizia a sanguinare mentre la sua surplice si incrina, anch'essa
danneggiata. Fra tutti i cavalieri, solo Pegasus ha la forza di rialzarsi, ed
osservandolo bene, Ades si rende conto che gli ricorda un'altra persona,
anch'essa di nome Pegasus, colui che nell'epoca dei miti riuscì a ferirlo. Il
Dio dichiara allora che l'attuale Pegasus non è altro che la reincarnazione di
colui che lo ferì, e decide di eliminarlo una volta per tutte, respingendo
facilmente la "Meteora di Pegasus". Ancora una volta, l'armatura di Atena
scivola dalle mani del cavaliere, che, quando tenta di riprenderla, ha il
braccio trafitto dalla spada del nemico. Ades poi solleva la sua arma verso il
cielo ed i cavalieri vedono il sole, visibile dall'Elisio, completamente
oscurato, la Greatest Eclipse è dunque compiuta. Al Grande Tempio, anche gli
altri cavalieri vedono l'eclisse e temono che sia impossibile per dei semplici
esseri umani sconfiggere la morte. La sola a non perdere la speranza è Patricia,
che afferma "Io sento ancora…la voce di Pegasus…e di tutti i suoi compagni…Non
si sono ancora arresi. E' come se le loro vite fossero poesie di gioia…e luci di
speranza." Nell'Elisio, Ades solleva la spada per l'ultimo fendente verso
l'esausto Pegasus, ma con grande sorpresa di tutti, la spada è fermata da una
sfera luminosa, che avvolge il cavaliere. Ora ciascun cavaliere è circondato da
una sfera, che si solleva verso il cielo, ed osservandole, Ades capisce che solo
Atena può essere riuscita a fare ciò. Ed infatti, mentre la giara ritorna
bianca, la Dea ringrazia i cavalieri per ciò che hanno fatto e li informa che le
sfere li riporteranno sani e salvi sulla terra. Ades decide di uccidere Atena
una volta per tutte con la spada, ma Pegasus è più veloce di lui e lancia alla
Dea la statuetta dell'armatura. Mentre raggiunge la sua padrona, questa cambia
forma e si ingrandisce fino alle dimensioni di una normale corazza, disponendosi
sul corpo di Lady Isabel, che si libera frantumando la giara.
Finalmente Ades ed Atena sono uno di fronte all'altra, ed in questo momento il
sovrano dell'aldilà comprende che la sua avversaria si è fatta catturare da
Hypnos solo per farlo uscire allo scoperto. Furioso come non mai, il Dio
colpisce con la spada, ma Atena para il colpo con l'egida (lo scudo) perdendo
solo l'elmetto per l'impatto. Ades chiede ad Atena perché voglia difendere la
miserabile umanità, e continua affermando che se gli uomini non fossero
spaventati dal timore dell'oltretomba e dell'Inferno, non porrebbero limiti alla
loro malvagità. Atena però gli risponde che anche gli uomini più buoni
commettono dei peccati, pur contro la loro volontà, e che chiunque dopo la morte
merita la pace eterna, mentre all'Inferno sono punite in eterno le loro colpe.
Non accettando queste parole, Ades colpisce ed atterra Atena, per poi prepararsi
ad ucciderla con la spada. Vedendo Lady Isabel in difficoltà, Pegasus frantuma
la sua sfera e si frappone fra Ades e la fanciulla colpendo il nemico. Il Dio
della morte è travolto dall'improvviso attacco di Pegasus e sbatte violentemente
contro le mura del tempio. I cavalieri sono felici perché ciò dimostra che è
possibile battere Ades
"Pegasus ce l'ha fatta !"
"L'ha colpito in pieno !"
"Ora possiamo battere Ades !"
"E' vero…"
"Ma… quella ?!"
Ed infatti la spada di Ades ha trafitto il cuore di Pegasus, mortalmente. Il
ragazzo si accascia fra le braccia di Lady Isabel, che in lacrime lo supplica di
resistere, almeno per rivedere sua sorella, ma invano. "Devi vivere ! Devi
vivere per chi ti ama, Pegasus ti prego !" urla la ragazza. Anche i cavalieri
piangono sconvolti e si rendono conto che il cosmo di Pegasus sta sparendo: il
loro amico è morto. Nella disperazione generale, la spada di Ades esce dal petto
di Pegasus e fluttua in aria fino a tornare nelle mani di Ades. Il Dio deride
sarcasticamente Atena "Atena, quando stai con gli umani diventi molto stupida.
Era l'unico momento in cui potevi colpirmi. Hai stupidamente sprecato l'unica
occasione che ti aveva procurato Pegasus mettendoti a piangere…Pegasus è morto
per niente…avrebbe potuto salvarsi se non si fosse intromesso, che stupido !".
Ancora con le lacrime agli occhi, Isabel dichiara che Ades non conosce l'amore,
che è la vera forza degli uomini, ed un Dio che ignora l'amore non ha diritto di
giudicare e condannare. Non accettando queste parole, Ades si lancia contro
Atena, ma i quattro cavalieri rompono le loro sfere ed uniscono i loro cosmi a
quello di Lady Isabel. Ades è terrorizzato "Che cosmo hanno questi uomini ?! Non
ci posso credere ! I loro cosmi mi stanno sopraffacendo !" ma Atena gli urla "Ades,
questo è l'amore !Il magnifico potere che possiede l'uomo ! La forza dell'amore
che nasce dalle fonti della vita ! E che è invincibile !" e contemporaneamente
il suo scettro vola verso Ades, trafiggendolo al torace. Con le lacrime agli
occhi, i cavalieri si rivolgono a Pegasus:
"Ce l'abbiamo fatta !"
"Finalmente ! Finalmente Ades è stato sconfitto !"
"Pegasus, hai visto ?!"
"Abbiamo vinto noi !"
Solo Lady Isabel, pur piangendo, non dice niente mentre osserva il corpo di Ades
iniziare a sparire. In fin di vita, Ades nega comunque l'importanza dell'amore,
ed avvisa i cavalieri che, con la sua morte, anche l'Inferno e l'Elisio
sarebbero scomparsi, e quindi anche loro moriranno. I cavalieri circondano
Isabel, che sta di nuovo sollevando il corpo di Pegasus e che afferma soltanto
"Ragazzi…torniamo…al mondo della luce." Poi il tempio ed il resto dell'aldilà
scompaiono.
Sulla terra, il sole ricompare dopo l'eclisse, segno che i cavalieri hanno
vinto. Nessuno però sa cosa è loro successo, e mentre Patricia piange alla vista
del sole, Castalia afferma, rivolta a Pegasus "Devi tornare…devi…a questo mondo
fantastico e pieno di luce…!", e, nell'ultima scena, si vedono i volti dei
cinque cavalieri apparire in cielo.
Grazie al loro sacrificio, l'umanità è salva.